E' stata una lunga notte quella di ieri, la Romania a cui sono molto legato votava per il secondo turno per eleggere il nuovo Presidente. Ricordo che la Romania è una Repubblica semi-presidenziale. Il primo turno aveva visto il candidato dell'ultra destra, Simion in testa con il 40% dei consensi. Quindi cosa è successo che ha fatto si che il risultato si ribaltasse?
Non mi soffermerò sulle armi i soldi trovati ai collaboratori di Simion, sulla campagna elettorale fatta di odio e di dichiarazioni surreali "Simion va in Francia per accaparrasi il voto della dispora ed insulta i Francesi al punto che la rappresentante della Francia si alza e se ne va lasciandolo solo con i giornalisti". E non affronterò le motivazioni dell'annullamento del voto quando il candidato dell'ultra destra era Georgescu che ancora più di Simion proponeva dei concetti quasi fantascientifici "Siamo in guerra con gli alieni ma lo tengono segreto". Arriviamo direttamente al voto del secondo turno. Come è potuto accadere che il candidato favorito con il 40% al primo turno uscisse sconfitto?
Non starò qui a dire chi è Dan perchè le notizie ci sono, una persona che si laurea alla Sorbona di Parigi non è proprio l'ultimo degli scemi. Dan capisce che all'atteggiamento sguaiato, urlante, diffamatorio di Simion deve contrapporre non una strategia me semplicemente quello che lui è, e per quello che ha fatto. Ricordiamo che Dan è il Sindaco di Bucarest ed è molto amato. Quindi senza farla tanto lunga, le elezioni presidenziali rumene del 2025 si sono concluse con la vittoria del centrista pro-europeo Nicușor Dan, che ha ottenuto circa il 54% dei voti, superando il candidato sovranista George Simion.
Ma come è potuto accadere?
Intanto l'affluenza, cioè le persone che sono andate a votare.
Affluenza al primo turno (4 maggio 2025)
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Partecipazione: circa il 53% degli aventi diritto al voto.
Affluenza al secondo turno (18 maggio 2025)
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Partecipazione: circa il 65%, la più alta registrata in Romania dal 1996
Voto della diaspora
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Primo turno: circa 896.000 votanti.
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Secondo turno: oltre 1,64 milioni di votanti, con un incremento di circa 660.000 elettori. AP News
Questo aumento dell'affluenza, sia a livello nazionale che tra i cittadini all'estero, ha avuto un impatto significativo sull'esito elettorale, contribuendo alla vittoria del candidato centrista pro-europeo Nicușor Dan.
E da dove arriva questa maggiore affluenza che ha favorito Dan! Udiete! Udite! Dai meravigliosi, incredibili, superlativi giovani Romeni. Già perchè sono stati proprio i giovani che avendo percepito il pericolo di una deriva populista ed anti-europeista hanno usato l'arma più potente di tutte, quella di andare a votare.
I giovani hanno avuto un ruolo determinante in queste elezioni. La loro partecipazione è aumentata significativamente rispetto al primo turno, contribuendo in modo sostanziale alla vittoria di Dan. Molti giovani elettori hanno percepito la posta in gioco come una scelta tra democrazia e autoritarismo, tra apertura all'Europa e chiusura sovranista. Dan, noto per il suo impegno civico e la lotta alla corruzione, ha saputo intercettare queste preoccupazioni, presentandosi come un'alternativa credibile al populismo di destra.
Al contrario quello che mi fa pensare è come mai la diaspora in Italia ha scelto massicciamente Simion? Un esempio? Nel secondo turno delle elezioni presidenziali rumene del 2025, in Italia, George Simion ha ottenuto 189.891 voti (66,78%), mentre Nicușor Dan ha ricevuto 94.443 voti (33,22%) se lo confrontiamo con l'altra parte del mondo possiamo vedere che in Australia Dan è stato votato dal 78% allora la domanda rimane, perchè in Italia questo voto? Non riuscivo a darmi risposta, poi è arrivata guardando la TV Romena, perchè non parlo molto bene il Romeno ma lo capisco. Ed è arrviata da studiosi di sociologia. In sinstesi gli aspetti del voto della diaspora si concentrano su quanto segue.
Questo risultato riflette un forte sostegno della comunità rumena in Italia per il candidato sovranista, in linea con il trend osservato in altri paesi europei con ampie comunità rumene, come Germania, Spagna, Francia e Regno Unito, dove Simion ha prevalso.
diversi analisti e sociologi hanno esaminato le ragioni del forte sostegno della diaspora rumena al candidato sovranista George Simion nelle elezioni presidenziali del 2025. Le motivazioni principali identificate includono:
1. Disillusione verso l'establishment politico
Secondo il politologo Marius Ghincea, la diaspora rumena tende a votare contro l'establishment, in particolare contro i Socialdemocratici, a causa di una percezione di stagnazione politica e mancanza di cambiamento. Questa disillusione ha spinto molti elettori all'estero a sostenere candidati anti-establishment come Simion. Vedono nel PSD il partito che gli ha negato un futuro in patria e gli attribuiscono la responsabilità della loro migrazione. In parte è anche vero, ma è un tantino più complicato di così. Ma di questo parleremo un'altra volta.
2. Conservatorismo e tradizionalismo
Ghincea osserva che la diaspora presenta caratteristiche demografiche particolarmente conservatrici e tradizionaliste, rendendola più incline a sostenere candidati che si oppongono all'establishment e promuovono valori tradizionali.
3. Euroscetticismo emergente
Il politologo Andrei Țăranu sottolinea che, sebbene molti rumeni all'estero vivano in paesi dell'UE, alcuni sviluppano un atteggiamento euroscettico, percependo l'UE come distante o inefficace nel rispondere alle esigenze della Romania. Questo sentimento ha reso le critiche di Simion all'UE più accattivanti per questi elettori.
4. Preoccupazioni per il coinvolgimento nella guerra in Ucraina
Alcuni elettori della diaspora sono preoccupati che il sostegno della Romania all'Ucraina possa aumentare il rischio di coinvolgimento diretto nel conflitto. Simion ha capitalizzato su queste paure, promettendo di ridurre o interrompere l'assistenza militare ed economica all'Ucraina.
5. Campagne efficaci sui social media
Simion ha utilizzato piattaforme come TikTok per diffondere messaggi ultranazionalisti e anti-establishment, raggiungendo efficacemente la diaspora e rafforzando il suo sostegno tra gli elettori all'estero.
In sintesi, il sostegno della diaspora a Simion è il risultato di una combinazione di disillusione politica, valori conservatori, euroscetticismo, preoccupazioni geopolitiche e campagne mediatiche mirate.
Retorica nazionalista: Simion ha fatto leva su un discorso patriottico e sovranista, che ha trovato risonanza tra i membri della diaspora desiderosi di mantenere un forte legame con la madrepatria.
Tutto questo non solo all'estero ma anche in Patria dimostra come la polarizzazione del voto evidenzia una divisione socio-economica e culturale nel paese. Mentre le aree urbane tendono a favorire politiche progressiste e orientate verso l'UE, le popolazioni rurali mostrano una maggiore propensione verso messaggi populisti e sovranisti. Questa dinamica sottolinea l'importanza e la necessità di mettere in campo politiche inclusive che affrontino le disuguaglianze e promuovano la coesione sociale. Dan ha registrato forti performance nelle aree urbane, è li che ha registrato forti performance nelle città principali, come Bucarest, dove è sindaco, e in centri universitari come Cluj-Napoca e Timișoara. Queste zone sono caratterizzate da una popolazione più giovane, e con una maggiore esposizione ai valori europei e democratici. La sua campagna, incentrata su trasparenza, lotta alla corruzione e integrazione europea, ha risuonato particolarmente con questi elettori. Poi dicono che i giovani non sanno fare nulla! I giovani Romeni hanno tenuto la barra dritta RECLAMANDO un diritto che è quello di decidere del loro futuro. Noi buona parte della nostra vita l'abbiamo vissuta, loro la devono vivere ed hanno detto chiaro che non hanno alcuna intenzione di consegnare il paese ai populisti e sovranisti.
Certo molti rumeni all'estero si sentono trascurati dalle forze politiche tradizionali hanno visto in Simion un'alternativa che prometteva di dare voce alle loro esigenze. La proposta di dare case ad un costo di 35mila euro ha fatto spellare le mani a coloro che ci hanno creduto. Ma chiunque applica un minimo di ragionamento logico sa bene che è una cosa impossibile da realizzare. Mentre Dan con proposte magari complesse, ha messo sul tavolo un programma di riforme ambiziose e la sua figura va a collocarsi seppur presentatosi come indipendente nello schieramento di Renew Europe di cui con orgoglio faccio parte anche io.
La vittoria di Dan è stata accolta positivamente dai leader europei. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: "I cittadini rumeni hanno scelto la promessa di una Romania aperta e prospera in un'Europa forte". Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso soddisfazione, sottolineando l'importanza della scelta pro-europea fatta dagli elettori rumeni.
Ed in Italia? Meloni e Salvini sono rimasti in silenzio! dopo aver ricevuto Simion per sostenerlo nella sua candidatura, hanno preso una bella batosta e sono ben consapevoli che l'ultra destra che in tutta Europa sta dilagando ha ricevuto il primo sonoro schiaffone proprio dalla Romania. Questo è un dato importantissimo per quanto mi riguarda. Non dimentico le enormi critiche e le prese in giro che ricevetti quando affermai che il futuro dell'Europa passa da est. Adesso dove sono tutte quelle persone che si prendevano gioco di me quando sottolineavo l'importanza dei paesi che una volta erano dietro la famigerata cortina di ferro?
"Con Nicusor Dan la Romania sceglie di guardare al futuro e all’Europa, alla libertà e allo Stato di diritto. I rumeni chiudono le porte a Putin e alla sua propaganda: un brutto colpo per i sovranisti di tutta Ue, a partire da Meloni e Salvini, che avevano puntato sul nazionalista George Siminion per dividere ancora di più gli europei. Con la Romania, con l’Europa, con Dan”. Lo scrive su X il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Matteo Renzi ed Italia viva su X: l'europeista Nicusor Dan vince. La sconfitta del “Meloni di Romania”, George Simion, e' anche una sconfitta per Giorgia.
Mi fermo qui potete cercarvi le dichiarazioni in rete. La concluisione di questo ragionamento per quanto mi riguarda è la seguente: Intanto sono felice! felice perchè essendo la mia una famiglia Italo-Romena ed essendo io un filo Europeista non posso che essere contento di questo risultato. Provo una profonda ammirazione per la tenacia del popolo Romeno che già con le proteste di Piazza della Vittoria aveva dato dimostrazione non all'Europa ma al mondo intero che sapeva difendere la democrazia. Ed ora voglio tirarla una frecciatina a Iordache sulle cui dichiarazioni mi scontrai intervistato da una nota radio Romena perchè aiutavo ad organizzare la protesta in Italia. Certo il mio cartello con sopra scritto " I don't Be Liviu! i belive in EU" fece arrabbiare molti. Stà di fatto che questo meraviglioso popolo ha capito nel giro di due settimane che c'era un solo modo per evitare che il paese finisse in macerie, si doveva andare a votare e lo ha fatto. Basta pensare che c'è stata una differenza di poco meno del 10% ed un affluenza di poco superiore al 10% rispetto al primo turno. Perchè dico questo? Perchè dopo aver detto grazie ai Romeni per questa IMMENSA prova di consapevolezza e responsabilità civica, voglio rivolgermi agli Italiani.
Cari connazionali che come i Romeni siete delusi, schifati e demoralizzati per una politica che non da risposte. Guardate come in Romania il popolo ha preso in mano le sorti del suo destino ed ha deciso con il voto democratico di seguire un percorso Europeo credendo in quei valori che poi sono quelli di Ventotene "su Ventotene non agiungo altro" tutti voi che vi lamentate della deriva autoritaria che stà prendendo il paese con identificazioni di comuni cittadini il giorno della festa della liberazione, tutti voi! prendete ora consapevolezza che l'unico modo per riportare il paese in una condizione di proposta e di realizzazione di ciò che serve, non è isolarsi e parlare di sovranismo. Il mondo è globale e non cambierà strata. Oggi con meno di due ore di volo sei in Romania! Abbiamo solo un modo, quello di andare a votare per far si che quello che si è verificato in Italia e che è stato evitato in Romania non debba ripetersi!
La mulți ani, România!
