Log in

A+ A A-

Ossidatore di armi chimiche a S.Lucia (Civitavecchia) brutta storia.

{navy}Il territorio si mobilità contro la notizia che vede la volontà del governo di installare un ossidatore di armi chimiche presso il Comprensorio Militare di S.Lucia. Tutti hanno alzato la voce, le associazioni, i comitati, i partiti, i cittadini, tutti giustamente uniti nel dire NO all'ossidatore (che poi alla fine è un inceneritore). Ma la cosa non è certo notizia di di questi giorni. Già nel 2013 la cosa era risaputa e la prova sono le varie interrogazioni fatte in passato. Ma hainoi solo ora e con colpevole ritardo ci mobilitiamo tutti, me compreso. Perchè? Semplice perchè ora la cosa è diventata esecutiva. Non sono un esperto in materia ma cercherò di fare il punto come meglio posso.{end}

Tanto per cominciare le autorità italiane sono pronte allo smaltimento delle armi chimiche presenti sul territorio di questa bella regione Europea. Parte di queste armi sono Italiane, vennero fabbricate dalle nostre industrie belliche circa 70 anni fa. PArliamo quindi di armi risalenti al secondo conflitto mondiale. L'impegno Italiano a distruggere queste armi preso dall'Italia risale a molti anni fa, stiamo parlando del 1997, in quell'anno infatti venne ratificata la Convenzione di Parigi sulla proibizione delle armi chimiche. Queste armi quindi secondo il trattato internazionale avrebbero dovuto essere distrutte rispettando una particolare procedura entro il 31-12-2012. L'Italia ha beneficiato di una proroga in tal senso. Quindi essendo già in ritardo rispetto i termini previsti, dobbiamo fare presto ma la proroga non ha limiti temporali ben definiti. 

Per questo impegno l’Organizzazione per la proibizione della armi chimiche (OPAC) avrebbe già riconosciuto all'Italia un contributo di 3.347.667 euro per la distruzione delle armi. Quindi dobbiamo onorare gli impegni e come li vogliamo onorare? con la costruzione di un ossidatore termico. Tempo fa rispondendo ad un interrogazione nella IV commissione della camera Gioacchino Alfano fu molto chiaro:

L’impianto sarà installato a Civitavecchia. Sostituirà completamente gli altri dispositivi ancora utilizzati, progettati negli anni Ottanta e Novanta e non più «tecnologicamente all’avanguardia». E sarà simile a tre esemplari già in funzione in Germania, Giappone e Stati Uniti. Non si tratta di un inceneritore, «in quanto i proietti  - così spiega il ministero della Difesa - detonano per effetto del calore generato elettricamente fino a temperature di circa 500 gradi centigradi all’interno di apposite camere e gli aggressivi sono decomposti per azione del calore stesso (ossidazione termica) e non di una fiamma libera alimentata da carburante esterno, come avviene, invece, negli inceneritori a temperature di oltre 1.000 gradi centigradi».

Rispondendo a chi chiedeva garanzie per la salute dei cittadini fu risposto da ministero: «L’utilizzo di un ossidatore termico risulta preferibile ad altri sistemi per la demilitarizzazione di munizionamento a caricamento speciale».  E in particolare per quel munizionamento contenente iprite e miscele derivate. Con questo impianto sarà più facile, la riduzione dell’impatto ambientale. «Le emissioni in atmosfera saranno ampiamente contenute entro i limiti imposti dalla vigente normativa e i relativi valori saranno costantemente monitorati in tempo reale da una centrale remotizzata (a distanza)». Ma sarà anche più semplice smaltire «gli altri aggressivi chimici non eliminabili con la tecnologia in uso presso l’attuale impianto di demilitarizzazione del Centro tecnico logistico interforze Nucleare Batteriologico Chimico (NBC) di Civitavecchia». In particolare, spiega ancora il sottosegretario, «gli effluenti in uscita dalla camera di ossidazione termica saranno convogliati in un sistema completo per il trattamento dei gas, i cui componenti (filtri anti particolato, torri di abbattimento, filtri per ossidi di azoto, filtri a carbone attivo), assicureranno l’abbattimento di tutte le sostanze inquinanti».

A rincarare la dose sul fatto che questo ossidatore non è in discussione e si farà ci pensa il Ministro della Difesa roberta Pinotti che rispondendo ad un interrogazione dice molto chiaramente: «il Consiglio esecutivo dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) considera la distruzione di tutte le armi chimiche in possesso dell’Italia obiettivo imprescindibile e monitora regolarmente i progressi conseguiti nel settore attraverso ispezioni e richieste di aggiornamenti». Insomma, ripensare il nostro impegno non è realistico. «Qualora non si procedesse all’acquisizione e, di conseguenza, non si potesse procedere alla distruzione di tutte le armi chimiche ancora stoccate, l’Italia risulterebbe non ottemperante ad una convenzione internazionale alla quale ha deliberatamente aderito». 

Ma di che armi parliamo? vallo a capire, ma ci viene in aiuto uno studio di Legambiente del 2012 dove si evidenziava la presenza di armi chimiche risalenti alla seconda guerra mondiale in diverse aree del paese. Dai circa 30mila ordigni ancora presenti sui fondali delle coste pugliesi - 10mila solo nel porto di Molfetta e di fronte alla barese Torre Gavetone - alle oltre 4500 bombe all’iprite e 84 tonnellate di testate all’arsenico gettate in mare nel 1944 davanti alle coste marchigiane. Ma anche 13mila proiettili e 438 barili «contenenti pericolose sostanze tossiche inabissati nel meraviglioso golfo di Napoli». E un’imprecisata serie di ordigni e scarti della produzione chimica attorno alla Capitale.

Entrando invece nel merito delle mozioni presentate a più livelli, sia a livello regionale, sia a livello di governo sappiate bene che non servono a nulla. La normativa in merito allo smaltimento delle armi chimiche e gli accordi internazionali parlano chiaro, la strada da intraprendere è una ed una soltanto ed è quella LEGALE. Infatti vista la situazione ambientale del territorio che non è certo confinato a Civitavecchia la battaglia contro l'ossidatore va fatta per via giudiziaria, difatti mentre da più parti si presentavano mozioni ed interrogazioni, l'ossidatore prendeva vita fino ad arrivare alla sua fase esecutiva, ed attualmente c'è anche la ditta che è stata ritenuta idonea a metterlo in atto, e guarda caso è Tedesca.

Ma l'ipocrisia strutturale non si ferma quì, infatti non c'è una sola anima pia che abbia ammesso che in Italia si inertizzano armi chimiche da circa 25 anni. Lo stesso comprensorio di S.Lucia meglio noto come Cetli (Centro tecnico logistico interforze nucleare, batteriologico e chimico) nasce negli anni trenza come poligono chimico, e li si sperimentavano le micidiali armi a base di yprite nel 1989 il centro si specializzo nella distruzione di quelle armi che noi stessi producevamo, infatti stiamo parlando di armi con yprite, fosgene, arsenico e adamsite residuati del 20 ennio fascista, ma non basta, perchè siamo in presenza anche di armi chimiche americane e austriache, così come si è trattato (sempre a S.Lucia) il carico tossico della nave americana Jhon Harvey che fu bombardata ed affondata nel porto di Bari dai Tedeschi nel 1943, così come l'arsenale dello Spielberg, oltre a circa 20mila proiettili chimici. Attualmente vengono smaltite scomponendole ed impastando le sostanze di risulta nel cemento formando dei grossi blocchi che poi vengono scaricati in aree di pertinenza, ma sembra che stiano alle intemperie. Per cui la soluzione che mettono in atto è che per eliminare veleni se ne creano degli altri.

 

Dimenticavo la ditta che lo farà è la DynaSafe

Adesso noi cosa possiamo fare per cercare di evitare questo ulteriore mostro di morte che andrebbe a gravare su una già pesante situazione sanitaria dovuta alle fonti inquinanti già presenti nel territorio? Solo e solamente una azione legale a tutti i livelli.

Ho chiesto lumi a degli esperti, sto aspettando risposte per capire in che direzione si potrebbe andare, hai visto mai qualcche politico si prende la briga di caricarsi sulle spalle la causa?

 
 
 
Ultima modifica ilMartedì, 05 Aprile 2016 15:04
Partly Cloudy

13°C

Santa Marinella

Partly Cloudy

Humidity: 31%

Wind: 20.92 km/h

  • Clear
    24 Mar 2016 16°C 7°C
  • Mostly Sunny
    25 Mar 2016 14°C 8°C

Questo sito utilizza i cookie's a fini statistici. Secondo la normativa Europea puoi decidere se accettare o meno i cookie's. Privacy