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Caos a S.Marinella ecco cosa rischiamo.

In evidenza Caos a S.Marinella ecco cosa rischiamo.

E' veramente una calda estate per S.Marinella. Più volte avevo scritto su queste pagine di come le finanze comunali fossero in pericolo, qualche concittadino ben ammaestrato mi accusava di voler strumentalizzare le cose a fini politici. Infatti strumentalizzavo a tal punto che ora (con molto rammarico posso dire) L'avevo detto! In questi giorni si sono susseguiti i botta e risposta sia sui giornali che sui social network e non ho nessuna intenzione di far cadere nel vuoto il fatto più grave che la nostra città abbia mai vissuto e subito. Siamo al dissesto finanziario e mentre il Sindaco non proferisce parola in merito, solo Minghella parla ed interviene probabilmente sentendo forte la responsabilità del fallimento amministrativo, visto che è il delegato al bilancio. Ma non la racconta tutta, perchè proprio in virtù della sua relazione tecnica firmata congiuntamente anche da D'Orioles la situazione appare drammaticamente chiara. Ma bando alle ciancie e vediamo cosa vuol dire RIEQUILIBRIO di bilancio e cosa comporta per noi cittadini.

Dopo aver letto che il delegato al bilancio Mighella scaricava la responsabilità del loro fallimento sulla Regione Lazio, sul Presidente Zingaretti, sul fondo di solidarietà "manca solo Matusalemme" mi sono attivato e vengo a sapere dalla regione che:  "I trasferimenti dovuti da parte della Regione per il Comune di Santa Marinella sono stati effettuati regolarmente per un ammontare complessivo di 400mila euro negli ultimi mesi e altri 400mila in corso di pagamento. In totale 800 mila euro. Anche per questa amministrazione comunale, così come per tutti i Comuni del Lazio, c’è stata una massima disponibilità, nel corso degli incontri interlocutori che si sono svolti con gli uffici tecnici dell’Assessorato al Bilancio,  ad attivare la riconciliazione debitoria/creditoria, uno strumento che ha consentito a molti altri comuni di non ricorrere al riequilibrio di bilancio.Nel caso di Santa Marinella, se la riconciliazione non ha prodotto lo stesso esito, è forse perché non si è dato seguito a quanto stabilito nel corso degli incontri interlocutori".

Si evince quindi che non sono stati nemmeno capaci di afferrare la mano tesa della Regione Lazio, deve essere chiaro che il Ri-Equilbirio di bilancio al di la di come lo si effettua, viene fatto per evitare il default "fallimento, dissesto finanziario, non c'è un euro" Questo può essere fatto in due modi con o senza accesso al fondo di rotazione. Nel caso di S.Marinella sulla base di quanto scritto dal Delegato Minghella sembra molto probabile la seconda ipotesi. Questo cosa comporta per i cittadini?

Iniziamo con dire che il quadro normativo di riferimento è il Tuel (D.L.gsv n°267 del 18 agosto 2000). Lo so che è noioso leggere le leggi ma se non lo si fà non si riesce ad avere una situazione chiara.

Entrando nel vivo della questione teniamo a mente che il piano di riequilibrio ha una durata massima di 10 anni e nel caso di S.Marinella se non sto sbagliando analisi, dovrebbe essere di 5 anni con richiesta di accesso al Fondo di rotazione. Il legislatore infatti, negli art. 243 e successivi, disciplina questi casi con o senza accesso al Fondo di rotazione, se nel primo caso alcune regole sono facoltative nel secondo queste diventano obbligatorie. E' previsto che l’accesso al Fondo di rotazione sia possibile solo a condizione che l’ente si sia avvalso della facoltà di deliberare le aliquote e tariffe nella misura massima prevista, che abbia previsto l'alienazione dei beni patrimoniali disponibili non indispensabili per i fini istituzionali  e che abbia provveduto alla rideterminazione della dotazione organica, ai sensi dell’articolo 259. Il comune deve poi ridurre le spese di personale (dirigenziale e non) secondo alcuni parametri che verranno stabiliti da molteplici critieri relazionati alla gravità della situazione. E’ anche disposto il blocco dell’indebitamento, fatti salvi i mutui per il finanziamento dei debiti fuori bilancio pregressi. Quindi in base agli art. 243 (e seguenti, bis,ter, quater) le conseguenze sul piano finanziario saranno queste:

1)aliquote o tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita

2)copertura integrale del servizio smaltimento rifiuti con i proventi della tariffa

3)copertura del servizio acquedotto con i proventi della tariffa  

4)copertura dei costi di gestione dei servizi a domanda individuale

Chi accede al Fondo, vede tramutarsi in obbligo la facoltà di deliberare le massime aliquote e tariffe,  l'impegno ad alienare i beni patrimoniali disponibili ed è obbligato alla rideterminazione della dotazione organica ai sensi dell'articolo 259, comma 6,lo stesso che si applica in caso di dissesto e che prevede che l’ente, ai fini della riduzione delle spese deve determinare la dotazione dichiarando eccedente il personale in sovrannumero rispetto ai rapporti medi dipendenti-popolazione. La spesa per il personale a tempo determinato deve inoltre essere ridotta ad una percentuale della spesa media sostenuta a tale titolo nell’ultimo triennio. Sono inoltre obbligatori:

1) la riduzione delle spese di personale, dirigente e non, relativamente alla retribuzione accessoria

2) la riduzione almeno delle spese per prestazioni di servizi,

3) la  riduzione delle spese per trasferimenti ad altri enti

4) il blocco dell'indebitamento, fatto salvo per i soli mutui connessi alla copertura di debiti fuori bilancio pregressi.

5)una rigorosa revisione della spesa con indicazione degli obiettivi di riduzione e una verifica dei costi dei servizi erogati e della situazione delle società partecipate e dei relativi costi e oneri a  carico dell'ente.

L’ente è sottoposto a controlli sia per la copertura dei servizi di smaltimento rifiuti e acquedotto che per quelli a domanda individuale che per le misure che riguardano la pianta organica. Occorre rivedere l’esposizione debitoria con il sistema creditizio e l’andamento delle opere pubbliche. Di rilevante importanza appare la revisione della spesa, con riferimento anche ai costi che ricadono sul bilancio provenendo dalle partecipate. Nel piano di riequilibrio deve essere dimostrato che gli oneri dei contratti trovano copertura nel bilancio e devono essere consolidate le relative scritture contabili, dimostrando che le somme che le società iscrivono a credito nei confronti dell’ente, trovano corrispondente iscrizione fra i debiti di quest’ultimo.  Sui controlli semestrali da parte della Corte dei Conti in merito al Piano di riequilibrio e sulle conseguenze in caso di Piani light ed ipotesi di provvedimenti adottati per scongiurare o allontanare il dissesto nel caso di non accesso al fondo di rotazione. 

Questa azione penalizzerà tutti i cittadini ed i lavoratori, in particolar modo le fasce più deboli e disagiate. Loro hanno fatto il bilancio previsionale che a quanto sembra era errato perchè ora arrivano al riequilibrio. La verità è che le finanze sono SFASCIATE! la città è in balia delle onde mentre questa maggioranza rimane arroccata a difesa del fortino contendendosi sui giornali l'assessorato lasciato vacante dalla dimissionaria Cucciniello. Un ultimo affronto ai cittadini, scrivo questo articolo perchè mi sono reso conto che molti di noi non sono consapevoli di quanto sia grave la situazione, di come stiamo precipitando in un baratro pluriennale che impedirà a Santa Marinella di fare qualunque cosa voglia fare, lasciandola imbrigliata in norme, obblighi, debiti, mentre il resto del litorale (che paga il fondo di solidarietà proprio come noi) mette in piedi cose e cerca strade di crescita. Questa amministrazione incompetente ed inconcludente continua a navigare a vista sperando di arrivare in porto a disacapito della collettività. Personalmente invito gli esponenti di questa maggioranza a fare un passo indietro con senso di responsabilità e dignità politica. Dimettetevi e lasciate che sia un commissario a garantire tutti. La vostra funzione di garanzia l'avete ampiamente esaurita, la città vi stà chiedendo di rimettere il mandato, democraticamente accettate la sconfitta e per amor di giustizia fate il consiglio ad un orario che non siano le 9 di mattina di un giorno lavorativo ed in quella sede fatevi da parte.

Ultima modifica ilMartedì, 25 Luglio 2017 13:59
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