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Migranti! stop alle bugie, informiamoci.

In questi giorni su facebook mi sono confrontato con toni anche duri con coloro che continuano ad affermare cose FALSE in merito al complesso problema dei migranti. Le parole ed i concetti completamente fuori luogo mi mandano proprio fuori di testa. Non che uno voglia fare il professore, ma se ti vogliono far credere che la terra sia piatta ed alle colonne d'Ercole finisce il mondo, quanto meno ti viene da ridere. Se poi vedi che chi lo afferma lo fa in modo serio e convinto, non si tratta più di rispettare le idee delgi altri ma di dirgli: SATI DICENDO UNA SCIOCCHEZZA! a tal proposito ho deciso di scrivere questo articolo per cerare di informare e far capire attraverso le fonti ufficili lo stato delle cose.

Per prima cosa inziamo con il dire che fin dall'alba dei tempi i flussi migratori sono sempre esistiti e non c'è un modo per fermarli, nemmeno se ti metti con tutti i cannoni che hai, i flussi migratori non sono bloccabili ma al limite contenibili. Però vediamo ora di entrare nel merito, spesso e volentieri la prima sciocchezza che sentiamo dire è: NON POSSIAMO PIU' ACCOGLIERE NESSUNO, QUESTI LI MANTENIAMO CON I NOSTRI SOLDI, PER NOI NON C'E' LAVORO, RIFIUTANO ANCHE IL CIBO, NON RISPETTANO LE NOSTRE REGOLE ETC... E GLI DIAMO I SOLDI OGNI GIORNO MENTRE NOI NON ARRIVIAMOA FINE MESE, DORMONO IN ALBERGHI A 5 STELLE, HANNO LE SIGARETTE

Ecco questi sono i luoghi più comuni detti da chi spara a zero ma è profondamente allergico alla lettura ed alla ricerca delle infromazioni. E' molto più semplice giocare con i pokemon piuttosto che spendere 10 minuti a leggere un articolo. Quando accade questo si diffonde l'ignoranza e quest'ultima fa disastri di proporzioni inenarrabili.

Una persona mi ha risposto! gli diamo 37 euro al giorno!!!!!!! per non fare niente. Allora! in primis sono 35 ma non cambia molto, poi c'è da dire che non diamo loro 35 euro al giorno. Vediamo cosa sono questi 35 euro, ma non scritto da me ma dalle fonti ufficiali.

35 euro versati in media alle cooperative, meno di tre euro ai migranti. Il costo medio per l’accoglienza di un richiedente asilo o rifugiato è di 35 euro al giorno. Un importo non definito per decreto, ma calcolato in base alla valutazione dei costi di gestione dei centri.

Gli enti locali che decidono di partecipare al bando Sprar (Sistema di protezione e accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo), come l’ultimo del 2014-2016, hanno l’obbligo infatti di presentare un piano finanziario che deve essere approvato dalla commissione formata da rappresentati di enti locali (comuni, province e regioni), del ministero dell’interno e dell’Unhcr.

Le spese di gestione per migrante, valutate in media intorno ai 35 euro pro capite al giorno, possono subire dunque delle variazioni da regione a regione, secondo il costo della vita del posto e l’affitto delle strutture. Questi soldi però, dai 35 ai 40 euro al giorno, non finiscono in tasca agli ospiti dei centri ma vengono dati alle cooperative, di cui i comuni si avvalgono per la gestione dell’accoglienza. E servono a coprire le spese per il vitto, l’alloggio, la pulizia dello stabile e la manutenzione. Una piccola quota copre anche i progetti di inserimento lavorativo.

Della somma complessiva, solo 2,5 euro in media – il cosiddetto pocket money – è la cifra che viene data ai migranti per le piccole spese quotidiane (dalle ricariche telefoniche per chiamare i parenti, alle sigarette, alle piccole necessità come comprarsi una bottiglia d’acqua o un caffè).



I soldi per l’accoglienza vengono presi dal fondo ordinario che il ministero dell’interno ha a disposizione per l’immigrazione e l’asilo. “L’accoglienza dei richiedenti asilo è una risposta alla convenzione dei diritti dell’uomo e alla nostra costituzione”, spiega Daniela Di Capua, direttrice del servizio centrale Sprar:

E' chiaro ora? Quindi al migrante per la precisione vengono consegnati circa 2,50 euro al giorno!!! il resto dei soldi vanno agli Italiani, cioè a coloro che con questi migranti, rifugiati, richiedenti asilo, lavorano. Ma un altra affermazione bufala è: LI MANTENIAMO CON I NOSTRI SOLDI vediamo anche quì come stanno le cose.

Integrazione, accoglienza, formazione e sostegno sono le direttrici delle politiche di sostegno ai migranti che finanziano progetti proposti da soggetti pubblici e privati anche in partenariato
 

Nell’ambito del Programma Quadro “Solidarietà e gestione dei flussi migratori” 2007-2013 (Programma SOLID), istituito per “garantire un’equa ripartizione delle responsabilità fra Stati Membri per una gestione integrata delle frontiere esterne all’UE e per implementare politiche comuni in tema di immigrazione e asilo”, al ministero dell’ Interno è affidata la gestione dei seguenti quattro strumenti finanziari:

 

  • 1 Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi Terzi: nato con l'obiettivo di sostenere gli Stati membri dell’Unione Europea attraverso politiche che consentano ai cittadini di Paesi terzi, giunti legalmente in Europa, di soddisfare le condizioni di soggiorno e di integrarsi più facilmente nelle società ospitanti.
     
  • 2 Fondo Europeo per i Rifugiati: rivolto agli Stati che accolgono richiedenti asilo, è a sostegno di programmi e azioni connesse alla integrazione delle persone il cui soggiorno è di natura durevole e stabile. Il fondo prevede anche misure per affrontare arrivi improvvisi in caso di guerre e conflitti internazionali.
     
  • 3 Fondo Europeo per i Rimpatri: garantire una politica efficace di ritorno - in conformità con la Carta dei diritti fondamentali e sulla base della preferenza per il rimpatrio volontario - per far fronte all'immigrazione irregolare.
     
  • 4 Fondo Europeo per le Frontiere Esterne: l'obiettivo di questo strumento è assicurare controlli alle frontiere esterne uniformi e di alta qualità favorendo un traffico transfrontaliero flessibile anche mediante il co-finanziamento o di azioni mirate o di iniziative nazionali per la cooperazione tra Stati membri riguardo la politica dei visti. Ciascuno dei quattro Fondi SOLID si attua mediante la definizione di un Programma pluriennale le cui linee guida vengono recepite all’interno dei singoli Programmi annuali.

Nella struttura organizzativa delineata dal ministero dell’Interno, la gestione del Fondo Europeo per le Frontiere Esterne è affidata al dipartimento della Pubblica sicurezza, mentre quella del Fondo Europeo per l’Integrazione, del Fondo Europeo per i Rifugiati e del Fondo Rimpatri al dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione.

Come da regolamento istitutivo, le attività progettuali realizzate nell’ambito dei Fondi SOLID dovranno concludersi entro il 30 giugno 2015. FONTE MINS. INTERNI

Programma Quadro SOLID
E ADESSO CON QUESTO SPRAR COSA FANNO? STUPRERANNO, RUBERANNO ETC... Uff che fatica! vediamo di chiarire che cosa è questo SPRAR
 
Con le risorse messe a disposizione dal ministero vengono finanziati molti progetti degli enti locali destinati all’accoglienza per i richiedenti asilo, rifugiati e destinatari di protezione sussidiaria
 

Parallelamente alle politiche migratorie, si realizza nel nostro Paese un sistema di accoglienza che vede al centro la rete degli enti locali che realizza progetti di 'accoglienza integrata' sul territorio: il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR).
Per attivare il sistema, gli enti locali possono utilizzare le risorse finanziarie messe a disposizione dal ministero dell'Interno attraverso il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Con questo strumento, vengono assegnati contributi in favore degli enti locali che presentino progetti destinati all’accoglienza per i richiedenti asilo, rifugiati e destinatari di protezione sussidiaria.
Il Sistema di protezione è caratterizzato da:

  • il carattere pubblico delle risorse messe a disposizione e dagli enti responsabili dell'accoglienza, e dal governo centrale secondo una logica di governance multilivello;
  • la partecipazione volontaria degli enti locali alla rete dei progetti di accoglienza;
  • politiche sinergiche sul territorio con i soggetti del terzo settore che contribuiscono in maniera essenziale alla realizzazione degli interventi.

I progetti di accoglienza, presentati sulla scorta di appositi bandi, sono sottoposti all'esame di una Commissione di valutazione composta da rappresentanti del ministero dell’Interno, da un rappresentante dell'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) e da un rappresentante dell'Unione delle province d'Italia (UPI). Compongono, inoltre, la Commissione un rappresentante dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) ed un rappresentante delle Regioni.

Il ministero dell'Interno fornisce le linee guida, dove sono specificati i criteri e le modalità di presentazione delle domande per l’accesso degli enti locali fino alla ripartizione annuale del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. FONTE MINS. INTERNI

lo Sprar dispone di una rete di centri di "seconda accoglienza": in principio non sarebbe finalizzato (come i Cda o i Cara) a un'assistenza immediata di chi arriva in Italia, ma all'integrazione di soggetti già titolari di una forma di protezione internazionale. Oggi però anche lo Sprar fa la prima accoglienza: dopo l'emergenza Nord Africa e l'aumento dei flussi migratori infatti il ministero dell'Interno ha cominciato a trasferire i richiedenti asilo appena arrivati direttamente nello Sprar, senza passare per i Cara sovraffollati.

Ed anche questa l'abbiamo smarcata, poi possiamo affrontare il problema di chi si accaparra questi soldi dal pubblico al privato, le porcate fatte da chi ha detto: Guadagno più con i migranti che con la droga, per approfondire vi rimando a questo interessante articolo Il business dei rifugiati politici con i soldi dei Fondi europei.  Vediamo ora alcune cose che è bene sapere in merito al delicato argomento trattato.

Quanti sono i centri d'accoglienza oggi in Italia?
La rete dell'accoglienza in Italia è gestita dal ministero dell'Interno e  si articola in:
  • 14 centri di accoglienza (Cpsa, Cda, Cara)
  • 5 centri di identificazione ed espulsione (Cie)
  • 1.861 strutture temporanee
  • 430 progetti del Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar)
Quest'ultimo, istituito dal Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Viminale, è affidato all'Anci (l'associazione dei comuni italiani).
 
Che cosa è un Cpsa?
In questi Centri di primo soccorso e accoglienza (è il caso di Lampedusa) i migranti appena sbarcati ricevono le prime cure mediche necessarie, vengono fotosegnalati, possono richiedere la protezione internazionale. Successivamente, a seconda della loro condizione, vengono trasferiti nelle altre tipologie di centri (Cie, Cda o Cara).

Cosa sono i Cda e i Cara?
I centri di accoglienza (Cda) garantiscono la prima accoglienza allo straniero rintracciato sul territorio nazionale per il tempo necessario alla sua identificazione.
Lo straniero che richiede la protezione internazionale viene inviato nei centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara).

A cosa servono i Cie?
Gli stranieri giunti in modo irregolare in Italia che non fanno richiesta di protezione internazionale sono trattenuti nei centri di identificazione ed espulsione (Cie). A differenza degli altri centri qui sono reclusi e non possono liberamente uscire.

Quanto rimane in media uno straniero irregolare in un Cie?
Nel 2014 i tempi medi di permanenza nei vari Cie sono stati i seguenti: 55 giorni nel Cie di Bari; 24 giorni nel Cie di Caltanissetta; 32 giorni nei Cie di Roma e di Torino; 50 giorni nel Cie di Trapani Milo
Quali sono i costi dell'accoglienza?
Nel 2014 per l'accoglienza l'Italia ha speso 628 milioni di euro. Nel 2015 se ne prevedono 800.

Qual è il costo pro-capite per rifugiato?
Il costo medio per l'accoglienza di un richiedente asilo o rifugiato è di 35 euro al giorno.

L'Unione Europea partecipa alle spese per la gestione dei migranti?
La Commissione europea ha recentemente stanziato 2,4 miliardi di euro per i prossimi sei anni. La fetta più rilevante, circa 560 milioni, è riservata all'Italia
 
uanti sono i migranti accolti oggi in Italia?
Il sistema d'accoglienza attualmente ospita 93.608 profughi, tra centri governativi e strutture temporanee regionali.

Chi sono i migranti che arrivano sulle nostre coste?
Finora, nel 2015, sono per lo più eritrei (29.019), nigeriani (13.788), somali (8.559), sudanesi (6.745) e siriani (6.324). Dunque in gran parte migranti che hanno diritto a una qualche forma di protezione internazionale.

Come sono distribuiti oggi i migranti accolti in Italia?
Ecco le prime 10 regioni con le percentuali dei migranti accolti sul totale: Sicilia 16%, Lombardia 13%, Lazio 9%, Campania 8%, Piemonte 7%, Veneto 7%, Puglia 6%, Toscana 6%, Emilia-Romagna 6%, Calabria 5%.

L'Italia ospita troppi rifugiati?
"Il numero di rifugiati accolti dall'Italia rimane modesto se comparato a quello di altri Paesi in Europa e nel mondo  -  spiega l'Unhcr  -   in media, infatti, l'Italia accoglie un rifugiato ogni mille persone, ben al di sotto della Svezia (con più di 11 rifugiati ogni mille) e della Francia (3,5 ogni mille). Per non parlare di casi limite: in Medio Oriente il Libano, al confine con la Siria, ospita circa 1,2 milioni di rifugiati, pari a un quarto della popolazione del Paese".
 
Cos'è un rifugiato?
Lo straniero, che dimostri un fondato timore di subire nel proprio Paese una persecuzione personale ai sensi della Convenzione di Ginevra, può ottenere questo tipo di protezione. Ai sensi dell'articolo 1 della Convenzione di Ginevra del 1951 è rifugiato "chi temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di siffatti avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra".

Chi sono i minori stranieri non accompagnati?
Per minore straniero non accompagnato si intende il minorenne che non ha cittadinanza italiana o di altri Stati dell'Unione europea. In tal caso si applicano le norme previste in generale dalla legge italiana in materia di assistenza e protezione dei minori.  I minori stranieri non possono essere espulsi, tranne che per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato.

Che differenza c'è tra migrante, profugo, rifugiato?
  • Profugo è un termine generico che indica chi lascia il proprio Paese a causa di guerre o catastrofi naturali.
  • Rifugiato è colui al quale è stato riconosciuto lo status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra del 1951.
  • Un migrante è colui che sceglie di lasciare volontariamente il proprio Paese d'origine per cercare un lavoro e migliori condizioni economiche.
    Contrariamente al rifugiato, può far ritorno a casa in condizioni di sicurezza.

Quanto tempo ci vuole ad analizzare una domanda d'asilo?
Secondo la Guida pratica a cura del sistema SPRAR, le commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale devono svolgere l'audizione per il riconoscimento dell'asilo entro 30 giorni dalla presentazione della domanda e decidere nei successivi tre giorni. Tuttavia, stando alla stima della banca dati SPRAR, il periodo di attesa mediamente si aggira attorno ai 12 mesi.

Quante sono le commissioni territoriali?
Le Commissioni territoriali sono dieci, oltre alla Commissione Nazionale che ha compiti essenzialmente di indirizzo e coordinamento.

In quanti casi viene concesso lo status di rifugiato?
Mediamente nei paesi Ue nel 2014 è stato accolto il 44,7% delle domande d'asilo esaminate. In Italia, il 58,5%.

Cosa succede nel frattempo?
Il diritto internazionale impone a ciascun Paese l'accoglienza dei richiedenti asilo fino all'accertamento  -  o al diniego  -  dello status di rifugiato. Nel caso italiano, la lunghezza dei tempi di valutazione delle richieste è uno dei punti critici, con effetti diretti sui tempi di permanenza nei centri di accoglienza anche per chi non avrebbe diritto alla protezione.

Cosa succede ai migranti a cui viene negato?
Contro le decisioni della Commissione territoriale si può ricorrere entro 15 giorni al Tribunale. Il Tribunale decide nel merito entro tre mesi con sentenza.

Se il tribunale nega lo status di rifugiato, cosa succede al migrante?
Una volta divenuta esecutiva la decisione, scatta l'espulsione dello straniero.

Come funziona l'espulsione? Chi paga?
L'espulsione, solitamente via aereo, è a carico dello Stato. I costi? Alti. Per ogni cittadino straniero rimpatriato, lo Stato italiano paga cinque biglietti aerei: quello dello straniero e quelli di andata e ritorno per i due agenti che lo scortano.

Esiste il reato di clandestinità?
Il reato di clandestinità non è ancora stato abolito. Secondo quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi, il governo non ha ancora esercitato la delega contenuta nella legge n.67 del 2014 che affidava all'esecutivo il compito di abolire il reato di clandestinità introdotto nell'ordinamento dalla Lega nel 2009.
   
Come funziona oggi l'asilo in Europa?
Nonostante le sollecitazioni della Commissione europea per introdurre un diritto comune d'asilo, la norma oggi è il fai-da-te. È quanto fotografa una ricerca realizzata dalla Fondazione Leone Moressa con il sostegno di Open Society Foundation. Partiamo dai numeri: nei Paesi Ue nel 2014 è stato accolto il 44,7% delle domande esaminate. Percentuale che varia molto da Stato a Stato: si passa dal 9,4% in Ungheria al 76,6% in Svezia. Ma quello che colpisce di più è altro: anche per le medesime nazionalità si riscontrano risultati diversi. A cominciare dai siriani (122mila richiedenti asilo in Europa nel 2014): le loro domande hanno percentuali di accoglimento molto alte in Svezia (99,8%), Francia (95,6%) e Germania (93,6%). Ben più basse in Ungheria (69,2%) e Italia (64,3%).

Cos'è il regolamento di Dublino? 
Il regolamento di Dublino III sul diritto d'asilo, in vigore dal primo gennaio 2014, stabilisce che "una domanda d'asilo è esaminata da un solo Stato membro, che è quello individuato come Stato competente in base ai criteri enunciati al capo III" del regolamento stesso. Salvo eccezioni, si tratta dello Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il primo ingresso nell'Unione europea.

Cosa prevede l'agenda Junker?
Approvata a maggio scorso prevede (tra le altre cose) di distribuire i rifugiati fra gli Stati membri, in situazioni di emergenza, secondo una ripartizione che tiene conto di quattro parametri: popolazione complessiva, Pil, tasso di disoccupazione e rifugiati già accolti sul territorio nazionale


Quanti sono i centri d'accoglienza oggi in Italia?
La rete dell'accoglienza in Italia è gestita dal ministero dell'Interno e  si articola in:
  • 14 centri di accoglienza (Cpsa, Cda, Cara)
  • 5 centri di identificazione ed espulsione (Cie)
  • 1.861 strutture temporanee
  • 430 progetti del Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar)
Quest'ultimo, istituito dal Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Viminale, è affidato all'Anci (l'associazione dei comuni italiani).

Che cosa è un Cpsa?
In questi Centri di primo soccorso e accoglienza (è il caso di Lampedusa) i migranti appena sbarcati ricevono le prime cure mediche necessarie, vengono fotosegnalati, possono richiedere la protezione internazionale. Successivamente, a seconda della loro condizione, vengono trasferiti nelle altre tipologie di centri (Cie, Cda o Cara).

Cosa sono i Cda e i Cara?
I centri di accoglienza (Cda) garantiscono la prima accoglienza allo straniero rintracciato sul territorio nazionale per il tempo necessario alla sua identificazione.
Lo straniero che richiede la protezione internazionale viene inviato nei centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara).

A cosa servono i Cie?
Gli stranieri giunti in modo irregolare in Italia che non fanno richiesta di protezione internazionale sono trattenuti nei centri di identificazione ed espulsione (Cie). A differenza degli altri centri qui sono reclusi e non possono liberamente uscire.

Quanto rimane in media uno straniero irregolare in un Cie?
Nel 2014 i tempi medi di permanenza nei vari Cie sono stati i seguenti: 55 giorni nel Cie di Bari; 24 giorni nel Cie di Caltanissetta; 32 giorni nei Cie di Roma e di Torino; 50 giorni nel Cie di Trapani Milo.

Cosa è la rete Sprar?
Lo Sprar dispone di una rete di centri di "seconda accoglienza": in principio non sarebbe finalizzato (come i Cda o i Cara) a un'assistenza immediata di chi arriva in Italia, ma all'integrazione di soggetti già titolari di una forma di protezione internazionale. Oggi però anche lo Sprar fa la prima accoglienza: dopo l'emergenza Nord Africa e l'aumento dei flussi migratori infatti il ministero dell'Interno ha cominciato a trasferire i richiedenti asilo appena arrivati direttamente nello Sprar, senza passare per i Cara sovraffollati.

Quali sono i centri in Italia?
  • Centri di primo soccorso e accoglienza (Cpsa): Agrigento - Lampedusa, Cagliari - Elmas, Lecce - Otranto, Ragusa - Pozzallo
  • Centri di accoglienza (Cda) e i centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara): Gorizia - Gradisca d'Isonzo, Ancona - Arcevia , Roma - Castelnuovo di Porto, Foggia - Borgo Mezzanone, Bari - Palese, Brindisi - Restinco, Lecce - Don Tonino Bello, Crotone - Loc. S. Anna, Catania - Mineo, Ragusa - Pozzallo, Caltanissetta - Contrada Pian del Lago, Agrigento - Lampedusa, Trapani - Salina Grande, Cagliari - Elmas
  • Centri di identificazione ed espulsione (Cie): Torino, Roma, Bari, Trapani, Caltanissetta
Quali sono le differenze tra Mare nostrum e Triton? 
  • Mare nostrum è stata un'operazione militare e umanitaria italiana partita il 18 ottobre 2013 col lo scopo di garantire la salvaguardia della vita in mare.
  • Triton è invece un'operazione condotta da Frontex, l'agenzia europea di controllo delle frontiere, alla quale partecipano 29 Paesi.
    A differenza di Mare nostrum prevede il controllo delle acque internazionali solamente entro le 30 miglia dalle coste italiane.
Quali sono i costi dell'accoglienza?
Nel 2014 per l'accoglienza l'Italia ha speso 628 milioni di euro. Nel 2015 se ne prevedono 800.

Qual è il costo pro-capite per rifugiato?
Il costo medio per l'accoglienza di un richiedente asilo o rifugiato è di 35 euro al giorno.

L'Unione Europea partecipa alle spese per la gestione dei migranti?
La Commissione europea ha recentemente stanziato 2,4 miliardi di euro per i prossimi sei anni. La fetta più rilevante, circa 560 milioni, è riservata all'Italia.


Quanti sono i migranti accolti oggi in Italia?
Il sistema d'accoglienza attualmente ospita 93.608 profughi, tra centri governativi e strutture temporanee regionali.

Chi sono i migranti che arrivano sulle nostre coste?
Finora, nel 2015, sono per lo più eritrei (29.019), nigeriani (13.788), somali (8.559), sudanesi (6.745) e siriani (6.324). Dunque in gran parte migranti che hanno diritto a una qualche forma di protezione internazionale.

Come sono distribuiti oggi i migranti accolti in Italia?
Ecco le prime 10 regioni con le percentuali dei migranti accolti sul totale: Sicilia 16%, Lombardia 13%, Lazio 9%, Campania 8%, Piemonte 7%, Veneto 7%, Puglia 6%, Toscana 6%, Emilia-Romagna 6%, Calabria 5%.

L'Italia ospita troppi rifugiati?
"Il numero di rifugiati accolti dall'Italia rimane modesto se comparato a quello di altri Paesi in Europa e nel mondo  -  spiega l'Unhcr  -   in media, infatti, l'Italia accoglie un rifugiato ogni mille persone, ben al di sotto della Svezia (con più di 11 rifugiati ogni mille) e della Francia (3,5 ogni mille). Per non parlare di casi limite: in Medio Oriente il Libano, al confine con la Siria, ospita circa 1,2 milioni di rifugiati, pari a un quarto della popolazione del Paese".


Cos'è un rifugiato?
Lo straniero, che dimostri un fondato timore di subire nel proprio Paese una persecuzione personale ai sensi della Convenzione di Ginevra, può ottenere questo tipo di protezione. Ai sensi dell'articolo 1 della Convenzione di Ginevra del 1951 è rifugiato "chi temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di siffatti avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra".

Chi sono i minori stranieri non accompagnati?
Per minore straniero non accompagnato si intende il minorenne che non ha cittadinanza italiana o di altri Stati dell'Unione europea. In tal caso si applicano le norme previste in generale dalla legge italiana in materia di assistenza e protezione dei minori.  I minori stranieri non possono essere espulsi, tranne che per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato.

Che differenza c'è tra migrante, profugo, rifugiato?
  • Profugo è un termine generico che indica chi lascia il proprio Paese a causa di guerre o catastrofi naturali.
  • Rifugiato è colui al quale è stato riconosciuto lo status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra del 1951.
  • Un migrante è colui che sceglie di lasciare volontariamente il proprio Paese d'origine per cercare un lavoro e migliori condizioni economiche.
    Contrariamente al rifugiato, può far ritorno a casa in condizioni di sicurezza.

Quanto tempo ci vuole ad analizzare una domanda d'asilo?
Secondo la Guida pratica a cura del sistema SPRAR, le commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale devono svolgere l'audizione per il riconoscimento dell'asilo entro 30 giorni dalla presentazione della domanda e decidere nei successivi tre giorni. Tuttavia, stando alla stima della banca dati SPRAR, il periodo di attesa mediamente si aggira attorno ai 12 mesi.

Quante sono le commissioni territoriali?
Le Commissioni territoriali sono dieci, oltre alla Commissione Nazionale che ha compiti essenzialmente di indirizzo e coordinamento.

In quanti casi viene concesso lo status di rifugiato?
Mediamente nei paesi Ue nel 2014 è stato accolto il 44,7% delle domande d'asilo esaminate. In Italia, il 58,5%.

Cosa succede nel frattempo?
Il diritto internazionale impone a ciascun Paese l'accoglienza dei richiedenti asilo fino all'accertamento  -  o al diniego  -  dello status di rifugiato. Nel caso italiano, la lunghezza dei tempi di valutazione delle richieste è uno dei punti critici, con effetti diretti sui tempi di permanenza nei centri di accoglienza anche per chi non avrebbe diritto alla protezione.

Cosa succede ai migranti a cui viene negato?
Contro le decisioni della Commissione territoriale si può ricorrere entro 15 giorni al Tribunale. Il Tribunale decide nel merito entro tre mesi con sentenza.

Se il tribunale nega lo status di rifugiato, cosa succede al migrante?
Una volta divenuta esecutiva la decisione, scatta l'espulsione dello straniero.

Come funziona l'espulsione? Chi paga?
L'espulsione, solitamente via aereo, è a carico dello Stato. I costi? Alti. Per ogni cittadino straniero rimpatriato, lo Stato italiano paga cinque biglietti aerei: quello dello straniero e quelli di andata e ritorno per i due agenti che lo scortano.



Esiste il reato di clandestinità?
Il reato di clandestinità non è ancora stato abolito. Secondo quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi, il governo non ha ancora esercitato la delega contenuta nella legge n.67 del 2014 che affidava all'esecutivo il compito di abolire il reato di clandestinità introdotto nell'ordinamento dalla Lega nel 2009.
   
Come funziona oggi l'asilo in Europa?
Nonostante le sollecitazioni della Commissione europea per introdurre un diritto comune d'asilo, la norma oggi è il fai-da-te. È quanto fotografa una ricerca realizzata dalla Fondazione Leone Moressa con il sostegno di Open Society Foundation. Partiamo dai numeri: nei Paesi Ue nel 2014 è stato accolto il 44,7% delle domande esaminate. Percentuale che varia molto da Stato a Stato: si passa dal 9,4% in Ungheria al 76,6% in Svezia. Ma quello che colpisce di più è altro: anche per le medesime nazionalità si riscontrano risultati diversi. A cominciare dai siriani (122mila richiedenti asilo in Europa nel 2014): le loro domande hanno percentuali di accoglimento molto alte in Svezia (99,8%), Francia (95,6%) e Germania (93,6%). Ben più basse in Ungheria (69,2%) e Italia (64,3%).

Cos'è il regolamento di Dublino? 
Il regolamento di Dublino III sul diritto d'asilo, in vigore dal primo gennaio 2014, stabilisce che "una domanda d'asilo è esaminata da un solo Stato membro, che è quello individuato come Stato competente in base ai criteri enunciati al capo III" del regolamento stesso. Salvo eccezioni, si tratta dello Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il primo ingresso nell'Unione europea.

Cosa prevede l'agenda Junker?
Approvata a maggio scorso prevede (tra le altre cose) di distribuire i rifugiati fra gli Stati membri, in situazioni di emergenza, secondo una ripartizione che tiene conto di quattro parametri: popolazione complessiva, Pil, tasso di disoccupazione e rifugiati già accolti sul territorio nazionale.


Quanti sono oggi gli immigrati in Italia?
Alla luce delle stime Istat per inizio 2015, gli stranieri residenti in Italia arrivino a quota 5 milioni 73mila, rappresentando l'8,3% della popolazione totale.

Chi sono i "nuovi italiani"?
Guardando alle nazionalità, si conferma la netta prevalenza di quella romena (22%), seguita da albanese (10,1%) e marocchina (9,2%).

Dove vivono gli immigrati?
Entrando nel dettaglio delle presenze territoriali, in tre regioni del Nord e una del Centro è concentrato il 57% dell'intera popolazione straniera: si tratta di Lombardia (22,9%), Lazio (12,5%), Emilia-Romagna (10,9%) e Veneto (10,5%).

Cosa fanno i migranti?
Sono impiegati nel settore dei servizi alla persona (39,3% sul totale degli occupati nel settore), degli alberghi e ristoranti (19,2%), delle costruzioni (18,0%), dell'agricoltura (17,1%), dell'industria in senso stretto (10,5%) e del trasporto (10,3%).

Quanti vanno a scuola?
Nell'anno scolastico 2013/2014, gli alunni stranieri nelle scuole italiane sono 802.785 (di cui 415.182 nati in Italia), che corrisponde a un aumento, rispetto all'anno scolastico precedente, del 2,1%.

Quanti sono cittadini italiani?
Sempre più cittadini: le acquisizioni di cittadinanza nel 2012 sono aumentate rispetto all'anno precedente del 16,4% (65.383). Le province con il maggior numero di acquisizioni sono Milano, Roma, Brescia, Torino e Vicenza.

Come si acquisisce la cittadinanza italiana?
  • Per matrimonio: dopo due anni di convivenza e residenza legale in Italia successivi al matrimonio.
  • Per naturalizzazione: se si risiede legalmente in Italia per 10 anni.
  • Se nato in territorio italiano da genitori stranieri: risiedendo legalmente e ininterrottamente dalla nascita fino al raggiungimento della maggiore età.
Qual è il peso dei migranti sulla criminalità?
Dal 2000 al 2011, le denunce nei confronti di stranieri sono aumentate di ben il 339,7%, passando da 64.479 a 283.508, mentre il corrispondente aumento dei detenuti si riduce al 55,1% (da 15.582 a 24.174). Ma attenzione: "Riconsiderando l'aumento degli ingressi in carcere degli stranieri  - si legge sul rapporto Caritas e Migrantes  -  questi dipendono per lo più dalla loro permanenza in Italia senza permesso di soggiorno e dalla non ottemperanza al decreto di espulsione da parte dei giudici, punita con una pena detentiva da uno a 5 anni".

Gli immigrati sono un peso per l'Italia?
Stando alla Fondazione Leone Moressa, il bilancio tra tasse pagate dagli immigrati (gettito fiscale e contributi previdenziali) e spesa pubblica per l'immigrazione (welfare, politiche di accoglienza e integrazione, contrasto all'immigrazione irregolare) è in attivo di +3,9 miliardi di euro.

Quale il contributo dei migranti all'economia del Paese?
Il Pil creato ogni anno dai lavoratori stranieri ammonta a 123 miliardi di euro, pari all'8,8% del totale nazionale. Quasi il 50% è prodotto nel settore dei servizi.
 
TERRORISMO! La paura del terrorismo ovviamente la fa da padrone, quindi via! a dargli giù all'Islamico  contro chiunque anche solo lontanamente assimiliabile alle terre dove è presente il califfato. Peccato che non comprendiamo che la generazione ghettizzata che vive in Europa è sempre più preda della propaganda di questi folli che nulla hanno a che vedere con la RISPETTABILISSIMA gente di fede Islamica. L'Isis ha sempre avuto chiaro che un confiltto militare non lo avrebbe mai potuto vincere, quindi mette in atto una sottile e devastante strategia di guerriglia ma nel contempo di politica sociale. Il gioco è semplice: Se fomento l'odio verso l'islam (di questi giorni attacchi avvenuti in Francia e subiti da negozi i cui titolari sono Islamici) se porto il livello intellettuale dello scontro su un muro contro muro di religioni e metto occidente contro oriente avrò vinto. Già perchè avremo milioni di mussulmani che si sentiranno deliberatamente attacati dagli occidentali privi di alcuna colpa. A quel punto il gioco sarà semplice, anche i più moderati, anche i più rispettosi, per PAURA ( Si per paura, sono esseri umani) faranno presto a sventolare la bandiera dell'isis. Il tutto si traduce in quasi 4.000 uomini su tutto il territorio Europe.  Se L'l'Occidente non mette da parte i propri interessi geo-politici, le proprie sfere di influenza economica e non lascia che questi paesi si sviluppino esportando diritti ed un neo-illuminismo. Non avremo scampo dall'ennesimo scontro Occidente Vs Oriente  come eera in passato.
 
Adesso non avete più scuse, se continaute a sostenere le tesi sopra citate allora vuol dire solo e soltanto una cosa e questo si identifica con un termine RAZZISMO che tra l'altro è un reato. E chiudo dando un mio personalissimo commento fotografico. Scioccante ma VERO! Se vivevi in queste condizione saresti fuggito anche tu! pensaci prima di parlare a cacchio.
 
 
 
 
 
Ultima modifica ilMercoledì, 27 Luglio 2016 15:03
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