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#unionicivili Italia 27esimo paese Europeo a legiferare

Finalmente anche l'Italia si è dotata di una legge sulle unioni civili. Badate bene, non abbiamo messo in atto una rivoluzione Copernicana per il semplice fatto che siamo il VENTISETTESIMO paese Europeo a dotarsi di una legge che entri nel merito. Per cui come al solito, lo stato arriva in ritardo sul pezzo. La società civile già da tempo si è evoluta e si è adattata alle nuove realtà che vedono coppie di fatto vivere e convivere in famiglie sia etero che omosessuali. Ma come si suol dire meglio tardi che mai, certo non possiamo negare che all'interno del tessuto sociale vi siano ancora pregiudizi, rimane però un fatto. Chi di noi oggi non conosce ho a come amico/amica una persona che vive un rapporto affettivo come coppia di fatto sia esso omosessuale o eterosessuale? Credo pochissimi di coloro che leggeranno questo articolo.

Io stesso vivo in una coppia di fatto, e allora? Allora sono contento che se non TUTTI, almeno una parte di diritti mi vengano riconosciuti. Voglio svicerare bene l'argomento e raccontarvi alcune chicche che la stessa Cirinnà (Suo il DDL in questione) ci ha confessato in una conferenza nella quale ho avuto il piacere di conoscerla e scambiare quattro chiacchiere.  Tanto per cominciare cerchiamo di capire cosa si intende con la definizion UNIONE CIVILE:

"Si definiscono unioni civili tutte quelle forme di convivenza di coppia, basata su vincoli affettivi ed economici, alla quale la legge riconosce attraverso uno specifico istituto giuridico uno status giuridico analogo, per certi aspetti, a quello conferito dal matrimonio.

Si definiscono coppie di fatto quelle coppie che pur avendo una certa stabilità basata sulla convivenza non accedono volontariamente a nessun istituto giuridico (né matrimonio, né unione civile) per regolare la loro vita familiare. L'ordinamento può tuttavia ricollegare al semplice fatto della convivenza dei limitati effetti giuridici relativi alla regolazione della convivenza. Laddove gli ordinamenti statali prevedono esclusivamente il matrimonio quale unico istituto per regolare la vita familiare (come in Italia) l'espressione coppie di fatto può far riferimento anche a coppie che non possono accedere a nessun istituto giuridico familiare come nel caso delle coppie omosessuali o a coppie che non possono accedere a un istituto alternativo a quello matrimoniale come nel caso delle coppie eterosessuali che scelgono di non sposarsi ma vorrebbero accedere a un'unione civile.

La classe delle unioni civili è molto variegata nel mondo e comprende un'estrema varietà di regole e modelli di disciplina: in particolare, le unioni civili possono riguardare sia coppie sia di sesso diverso che dello stesso sesso (come nel caso dei PACS in Francia), sia esclusivamente coppie di sesso diverso (come in Grecia fino alla riforma del 2015 che ha aperto l'accesso dell'istituto anche alle coppie omosessuali), sia esclusivamente coppie di sesso uguale (come nel caso delle Lebenspartnerschaft in Germania).

Laddove le unioni civili sono un istituto riservato alle sole coppie formate da persone dello stesso sesso l'espressione "unione civile" può essere usata impropriamente per riferirsi alla coppia omosessuale.

Il diritto non è rimasto indifferente all'evoluzione dei costumi ed esiste un gran numero di provvedimenti legislativi che disciplinano le nuove unioni."

Oggi finalmente anche il nostro paese ha una legge che regolamenta quello che di fatto è già una realtà del nostro tessuto sociale. Certo la legge poteva essere più completa, poteva essere migliore e garantire veramente diritti egualitari. Già, perchè se si parla di diritti non si parla di sesso. Difatti chi decide che un omosessuale ha meno diritti di un eterosessuale? Sulla base di cosa? dei suoi gusti sessuali? Anche solo pensarlo mi sa di discriminazione, di razzismo, di omofobia. E' come se ad un certo punto decidessimo che le persone bionde hanno più diritti di quelle more. Purtroppo l'Italia è un paese complicato, secoli di influenza cattolica spesso e volentieri hanno rallentato se non paralizzato determinati percorsi del tessuto politico. Basti pensare che un noto prelato ha dichiarato che questa legge è un qualcosa fatta dal diavolo e si sà, le cose che fa il diavolo durano poco. Sinceramente ho sorriso, mi aspetto a breve di vedere pentoloni e roghi di streghe sulle piazze. Ma tornando al succo sul perchè questa legge non sia completa, come ammesso dalla stessa Cirinnà durante la conferenza di cui vi parlavo. A tal proposito voglio raccontarvi un aneddoto che la stessa Cirinnà ci ha raccontato durante la conferenza.

Era il giorno del suo compleanno, la Cirinnà era a cena fuori con suo marito quando verso le 23 gli arriva un sms dove un determinato gruppo parlamentare di opposizione gli comunica che la mattina dopo in aula avrebbero votato a favore della legge (parliamo della prima versione che prevedeva la Step Child Adoption - Cioè la possibilità per il partner di adottare eventuali figli dell'altro avuti da precedenti relazioni). Passa la serata e il mattino dopo la Cirinnà va in aula per affrontare FINALMENTE il voto del DDL. Ci racconta l'onorevole, che come fa ingresso nelle stanze non può fare a meno di notare capannelli di vari parlamentari, capisce subito che c'è aria di trappolone, praticamente se si vota il DDL non verrà approvato, di fatto c'è "tradimento" da parte di chi prima ha garantito il suo appoggio alla legge la sera prima e la mattina successiva al momento del voto, si tira indietro. Da quì la necessità di scegliere. Andare avanti ed affrontare il voto con il conseguente fallimento della proposta legislativa? Oppure rimandare, limare gli spigoli e cercare di portare a casa il miglior risultato possibile cercando la maggioranza più ampia che si potesse mettere insieme? Si propende per la seconda strada, quindi viene stralciata la Step Child Adoption e viene riproposto il DDL che a quel punto come tutti sappiamo viene approvato proprio ieri.

Ora vi ho voluto raccontare questo breve aneddoto che la Cirinnà ci ha raccontato per cercare di far capire come e quanto siano complicati certi giochi di una politica che guarda più al consenso elettorale che all'interesse ed al bene dei cittadini. Grande! grandissimo il senso di responsabilità della Cirinnà che pur con rammarico fa dei passi indietro pur di addivenire ad un risultato che sia un primo punto di equità e garantisca MOLTISSIMI diritti che fino a ieri venivano disconosciuti alle coppie di fatto. Vi basti pensare che se io dovessi finire in ospedale la mia compagna fino all'altro giorno non aveva nemmeno il diritto di essere informata sulle mie condizioni di salute. Mentre persone con cui non ho più nulla da condividere erano ancora pieni titolari di questo diritto.Ma cosa cambia di fatto? quali sono gli impedimenti? Cerchiamo di capirlo da questa infografica.

 

 

Quindi di fatto il DDL introduce due istituti DIVERSI per le coppie gay e per le coppie etero (questo non mi piace ma mi rendo conto che dobbiamo mandarcela giù). Per le coppie gay finalmente sono riconosciuti dei diritti e doveri forti e puntuali che se non equiparano l'unione al matrimonio la rendono molto simile. Viene riconosciuta la reversibilità della pensione ma come dicevamo non l'adozione. Per le coppie etero vengono riconosciute le convivenze che prevedono obbighi reciproci minori e purtroppo manca la reversibilità oltre ad altri diritti fondamentali (vogliamo dire che in questo caso il giro di soldi che generano separazioni e divorzi sono un quantitativo considerevole sul quale in tanti mangiano? e diciamolo dai!!!)

Da questo preambolo veniamo ai punti principali della legge: L'unione civile si costituisce di fronte all'ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni, l'atto a quel punto viene registrato nell'archivio di stato civile. Come per il matrimonio le parti possono stabilire di assumere un cognome comune scegliendolo tra i due, fermo restando che la parte può posporre o anteporre al cognome comune il proprio. La coppia è inoltre legata da obbighi reciproci. Difatti, dall'unione deriva l'obbligo reciproco di assistenza materiale e morale ed alla coabitazione. Non c'è obbligo di fedeltà (lo so fa ridere questa cosa ma così è! d'altronde anche tra le coppie etero sposate pur essendoci l'obbligo di fedeltà quando questa viene a mancare difficilmente i giudici riconoscono questa violazione meglio nota giuridicamente come ADDEBITO, in quanto i giudici sostengono che se uno dei coniugi ha tradito lo ha fatto perchè il rapporto non funzionava più). Inoltre le parti sono tentute sulla base delle proprie capacità e sostanze professionali e non a contribuire ai bisogni comuni.

Per quel concerne la vita familiare le parti concordano tra l'indirizzo della vita familiare e fissano la loro residenza comune, questo punto di fatto riprende pari, pari, il diritto di famiglia, argomento sul quale avrei  molto da dire.

Per quanto concerne la vile pecunia il regime ordinario è la comunione dei beni fatta salva una diversa scelta partimoniale delle parti.  In merito a pensione, eredità e tfr chi viene danneggiato è sicuramente l'eventuale prole di uno dei due partner. Infatti ad oggi la prole sarebbe l'unico beneficiario della reversibilità, eredità, tfr del genitore. Con il DDL Cirinà reversibilità e tfr maturato spettano al partner (solo per le coppie gay) mentre per eredità valgono le norme in essere per i matrimoni. Cioè, 50% al partner superstite meglio nota come "legittima" il restante 50% va all'eventuale prole.

Nel caso in cui l'unione cessi si applicano le norme sul divorzio del 1970 in quanto considerate compatibili, con la sola differenza che non sarà previsto il periodo di separazione come previsto per il matrimonio. Mentre come già detto è stata stralciata dal disegno originale la Step Child Adoption (cioè la possibilità di adottare i figli del partner) Difatti viene espressamente detto "resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozioni dalle norme vigenti", questo però apre la strada ai tribunali per concedere in via giurisprudenziale l'adozione ai singoli casi concreti.

Le convivenze di fatto, che sono poi quelle tra due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e reciproca assistenza morale e materiale non vincolate da rapporti parentali prevendono l'assistenza in carcere o ospedali e quindi i conviventi hanno gli stessi diritti degli eventuali ex coniugi nell'assistenza del partner. Viene anche indicato che i conviventi possono designare il partner come proprio rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comportì incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in merito alla salute, in caso di morte per quanto concerne la donazione degli organi, il trattamento del corpo per la celebrazione funebre. Sempre in caso di morte di uno dei due l'altro ha diritto di subentro in eventuali contratti di locazione. Se invece chi decede è il propietario dell'immobile, il convivente rimasto in vita ha diritto di continuare a vivere nell'abitazione per un periodo di tempo tra i due ed i cinque anni, a seconda della durata della convivenza. Inoltre la convivenza permette alla coppia di essere inserita nella graduatoria per l'assegnazione di case popolari.

I conviventi inoltre possono sottoscrivere un contratto che regoli i rapporti patrimoniali, ed in caso di fine della convivenza il giudice stabilisce il diritto del convivente agli alimenti qualora ve ne siano le condizioni e quest'ultimo/a non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento, tale assegno viene quantificato in proporzione alla durata della convivenza.

Questo in sintesi il DDL Cirinà, ok non sarà perfetto ma almeno è un primo passo, una pietra angolare sulla quale lavorare per il futuro, certo avrei molto da dire perchè tocca tempi a me molto cari quali il diritto di famiglia che a mio modo di vedere è a dir poco SBAGLIATO! e andrebbe totalmente riformato partendo da un concetto semplice che è quello del mantenimento del medesimo tenore di vita. In realtà dovrebbe essere il contrario perchè quando ci si separa si dventa tutti più poveri. Poi ci sarebbe anche da dire che quella che doveva essere una legge per le unioni civili è diventata di fatto sbilanciata verso le unioni civili gay, trascurando le milioni di coppie di fatto di tipo etero che sono una realtà dove spesso ci sono anche figli nati dalla nuova unione e figli della precedente. Ma il discorso sarebbe veramente vasto, magari lo affrontiamo un altra volta. Per ora posso solo dire di essere contento che finalmente dopo 30 anni e proprio oggi, giorno in cui veniva approvato il divorzio in Italia posso scrivere questo articolo. Finalmente ci siamo arrivati, ora auguriamoci che non ci vogliano altri 30 anni per fare il resto. Comunque la strada la ritengo giusta!





 

Ultima modifica ilGiovedì, 12 Maggio 2016 13:09
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