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La questione morale! un tema attuale.

Ieri sera parlavo con la mia compagna e ci si confrontava sugli ultimi accadimenti della politica Italiana, si parlava di sociale, di lavoro, di economia, un lungo confronto ruvido e spietato analizzando la situazione attuale. Non ce ne siamo neanche resi conto ma in realtà il tema che affrontavamo era la QUESTIONE MORALE. Nella famosa intervista di Enrico Berlinguer veniva delineato lo scenario socio politico di allora. Questa mattina mi sono andato a rileggere quell'intervista. CONFESSO! ho pianto, pianto perchè le parole di questo gigante della politica sono terribilmente attuali, ho pianto perchè il partito nel quale mi impegno vede coinvolti i suoi esponenti in losche situazioni che infangano chi dalla base con passione e impegno cerca di fare bene.

Quindi ho deciso di scrivere questo articolo per condividere le mie sensazioni e non posso far altro che prendere a prestito le parole di Berlinguer.

28 Luglio 1981 Scalfari intervista Enrico Berlinguer: Enrico fu molto chiaro dicendo che la questione morale non riguardava i casi di illegalità, quelli ci sono sempre stati ad ogni livello, partiti, aziende, furbetti etc.... Certo non vanno giustificati ma ci sono sempre stati in tutto il mondo ed in tutte le epoche. Il fatto è che questi dovrebbero essere denunciati e perseguiti, ma non è questo quello a cui si riferiva Berlinguer. La sua analisi è più feroce e se vogliamo spietata. Parlava di una questione morale che vedeva l'occupazione delle istituzioni ad opera dei partiti. E criticava il suo stesso partito, l'allora Partito Comunista Italiano. Quei partiti che stavano manipolando la democrazia Italiana. Li dove le istituzioni dovrebbero essere depositarie dell'interesse generale dello stato e quindi dei cittadini, vedono in realtà i partiti che sostengono ciascuno la propria visione del bene comune e su quella base reclamano consenso verso i cittadini.

In realtà i partiti dovrebbero essere strumento di comunicazione tra popolo ed istituzioni, quindi funzionali alla gestione dei confilitti sociali, immersi nelle categorie professionali che compongono gli interessi dei quali reclamano la tutela in rappresentanza dello stato e quindi della comunità. Questi dovrebbero avere una visione a lungo raggio che guardi al futuro ed a questo non sfuggono neanche i sindacati, quei quadri intermedi che dovrebbero essere strumento di mediazione per le richieste dei ceti sociali ma che hanno oramai perso la loro rappresentatività, troppo attenti al lavoro e non ai lavoratori, troppo concentrati in un attività politica che fa continuamente sponda con i governi che si succedono. Difatti credo che sia giusto dire che quello che stiamo vivendo nasce dalla crisi dei partiti, questa crisi ha fatto si che venissero a mancare tutti i riferimenti, anche ideologici e la gente è precipitata in una crisi di valori ai quali si è aggiunta una crisi economica, ma quel che è peggio è che se la seconda e sequenziale della prima è altresì giusto dire che si aggiunge quel senso di frustrazione e solitudine che assale la gente oramai priva di ogni riferimento sia istituzionale che di rappresentatività. 20 anni di berlusconismo hanno portato un cambiamento culturale verso il basso, oggi il sentire comune è che il furbetto vince e l'onesto perde. Quindi? quindi devo essere furbetto anche io, evado (danneggio me ed i miei figli), mi faccio dare una 104 inesistente (danneggio me ed i miei figli), mi prendo la disoccupazione e poi lavoro a nero (danneggio me ed i miei figli) etc.. etc...

 

Allora mi domando: Come possiamo avere una mediazione costante tra presente e futuro garantita dalle istituzioni se i partiti le occupano rompendo l'equilibirio e deformando la democrazia? Ovvio che la deformazione della democrazia non può far altro che sfociare nel populismo è quest'ultimo invade lo stato con risultati ancora più deleteri. E' dunque necessario -Disse Berlinguer- difendere le istituzioni dalla partitocrazia che le ha invase

 

SCALFARI: Lei mi ha detto poco fa che la degenerazione dei partiti è il punto essenziale della crisi italiana.
BERLINGUER: È quello che io penso.

SCALFARI: Per quale motivo?
BERLINGUER: I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c'è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.

BERLINGUER: I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”.

Rileggendo queste parole mi chiedo e vi chiedo: Quale uomo politico OGGI avrebbe la credibilità per potersi permettere di parlare in questo modo? Vi sembra attuale quello che diceva questa persona? perchè io lo ritengo drammaticamente attuale. I partiti dovrebbero contribuire alla formazione della volontà politica dell'Italia, non occupando le istituzioni ma interpretando le opinioni del popolo ed organizzandone le aspirazioni in modo democratico. Invece mi ritrovo il Sindaco di Lodi arrestato, ed è solo l'ultimo in ordine di tempo. Mi guardo indietro e leggo Berlinguer, come CAZZO fai a non piangere? Come fai a non incazzarti, a non sentirti umiliato nel tuo impegno politico, nella tua passione sociale? Come fa a non venirti la voglia di tirare calci in culo a tutti?

I sindacati, quello strumento che storicamente nasce dall'aggregazione spontanea di lavoratori nelle fabbriche che fine ha fatto? Dove sono coloro che difendevano i diritti dei lavoratori? Ora girano in grandi automobili con tanto di scorta, fanno da sponda con qualsiasi governo, hanno smesso di intendere, comprendere ed intercettare i bisogni dei lavoratori. Sono fermi come dicevo  al lavoro e non hai lavoratori ed hai loro bisogni. Non hanno capito che oggi il lavoro non è più solo quello delle grandi fabbriche, ma anche delle partite iva, dei precari, dei liberi professionisti, delle badanti, degli immigrati, SIAMO TUTTI LAVORATORI! CON STIPENDI DA FAME! I sindacati dovrebbero svegliarsi. Dove lavoro la situazione sta peggiorando sempre di più, non si capisce chi fa che cosa, chi comanda e come. Quello che si vede è un declino, un abbrutimento della dignità professionale ed umana. Una condizione deprecabile che porta ad una incontrovertibile demotivazione dei lavoratori che seppur professionalmente qualificati, precipitano in una solitudine che sfocia in frustrazione. Ed allora accade quello che in passato è già accaduto, cioè i lavoratori mandano a quel paese i sindacati e si auto-organizzano. Diciamo che si incazzano, e ti vedi le facce dei delegati che basiti si chiedono come mai i lavoratori urlano. Arrivano le RSU e vengono prese a male parole, il grido unanime è uno e soltano uno. PIU' SOLDI IN BUSTA PAGA! già! quanto tempo è che non sentiamo che i sindacati lottano per gli aumenti di salario? I contratti sono tutti fermi! ora a tempo oramai scaduto è arrivata la carta dei valori. Certo meglio tardi che mai, ma possibile non comprendono che sono più indietro del culo di una giraffa? Mancano tutti i riferimenti, precipitati in un caos politico ed istituzionale dove le nuvole sono sempre più nere. Non parlo dei dati statistici, almeno quelli sono positivi, ma parlo di quella cosa che non la puoi comprare, di quella cosa che non te la possono regalare ne pagare. Parlo del senso di appartenenza! del sentirsi coesi, parte integrante di una categoria, di una comunità, un sentirsi responsabiili per stessi e per gli altri. Parlo di solidarietà, parlo di uno sciopero dove se la categoria dei soffiatori di bolle di sapone è in agitazione, chiudono tutti anche i fornai. Parlo di un popolo che alzi la testa e che chieda e pretenda RISPETTO dalla politica. Parlo di una politica che si riprenda i suoi valori fondanti ed importanti, vero cuore pulsante di ogni terrà di quà e di là dal mare.

La domanda che mi sono fatto è stata: Perchè rimani in un partito con cui sei arrabbiato? perchè rimani in un partito dove alcuni esponenti vengono arrestati con le mani nella marmellata?

La risposta che mi sono dato alla fine è semplice: Perchè quello in cui credo sono gli ideali che sono alla base del mio partito, quegli ideali di democrazia, giustizia sociale, solidarietà ed equità. Perchè voglio credere e devo credere nella meritocrazia, perchè non voglio piegarmi a questi 4 figli di zoccola che infangano l'impegno politico sociale di tanta gente onesta. Perchè voglio urlare ai sindacati di svegliarsi e di scendere dagli scranni per andare tra i lavoratori. Perchè voglio lottare, voglio provarci, perchè voglio che il mio partito, quello dell'antifascismo, quello la cui tradizione si è evoluta, traformata, aggiornata nel tempo, sia un partito di respiro che sappia interpretare i bisogni della gente. Perchè CREDO! FORTISSIMAMENTE in un Europa che non sia solo quella delle banche, credo nell'Europa di De Gasperi e dei padri fondatori. Perchè condivido il pensiero di Berlinguer, di Pertini, di Iotti, di Moro, e di tutti coloro che hanno fatto politica con il popolo e per il popolo. Perchè voglio fare la mia parte, perchè è un mio dovere morale, non dobbiamo dimenticare che di fondo ognuno di noi da qualunque terra porvenga è portatore di diritti, ma se non fai il tuo dovere NON HAI DIRITTO DI RECLAMARE ALCUN DIRITTO.

Ed infine perchè: Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili Privilegi.(E. Berlinguer)

 

Dedico questo articolo alla mia Claudia ringraziandola per l'impegno, per l'instancabile opera politica e sociale, per le nostre riflessioni, gli incontri e gli scontri, per tutte le cose che facciamo insieme lottando spalla a spalle non mollando di un centimetro. Per non arrendersi mai e per far si che ci si sostenga a vicenda giorno dopo giorno. Sei GRANDE! Amore mio!

 

Avanti così!

 

Ultima modifica ilMercoledì, 04 Maggio 2016 15:35
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